Siti in p.zza degli Ulivi, secondo la relazione della Commissione dell’Accademia delle Scienze di Berlino, venuta in Sicilia per lo studio dell’Etna nel 1840, e preseduta dal Barone Walterschausen, essi sono stati considerati dell’età di 25 secoli, quindi sarebbero i più antichi di Sicilia, furono infatti citati da Cicerone al capitolo II delle “Verrine”.
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«
un
certo Ninfodoro da Centuripe, venuto nella città di Etna a chiedere
giustizia ad Aprono, Ministro di verre, per la restituzione del
frumento, da questi fu impiccato in un oleastro che si trova in una
piazza di Etna » |
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Caratteristica roccia arenaria in via San Francesco, presenta nella
parte sommitale un foro, che secondo la leggenda fu creato dal ciclope Carlapone. Citata nel Diploma Normanno del 1143.
| (LA)
« et inde vadit per sajam ad lapidem perforatum » |
(IT)
« ...quindi per la saia va verso la pietra forata (pietra pirciata) » |
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(Diploma di Fondzione del Conte Simone di Policastro del 1143)
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Ai piedi della roccia, rimangono gli avanzi dell’antico villaggio
medioevale, trasformati nei secoli successivi in un mulino ad acqua, ed
adesso completamente abbandonati.
La fontana centrale della villa.
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Villa comunale giardino Belvedere
Il polmone verde della città, grande aspirazione del popolo
licodiese, venne realizzato dal geometra Luigi Sambataro, nel 1957,
dopo sei anni di lavoro, sul terreno donato dalla signora Adelaide
Bruno Alessi, a cui venne dedicato in seguito il viale che conduce alla
Villa. Il Giardino, poggia sulla timpa di rupe basaltica, da cui si
gode una bellisima visuale sulla Piana di Catania e sui monti Erei.
L'arioso ingresso della villa è formato dalla larga piazza circolare,
sul cui selciato campeggia lo Stemma Comunale, e in fondo alla quale è
posta l'artistica fonta centrale, con la statua marmorea della Venere
Italica, copia del celebre marmo di Antonio Canova.
La Villa delle Consuetudini, nasce nel 2003, come esigenza estetica
per la principale via Vittorio Emanuele. Il suo nome ricorda le
"Consuetudini Licodiesi", raccolta legislativa, a favore dell'Abbazia
Licodiese, concessa dalla Regina Bianca di Navarra,
il 26 luglio 1425. La villa conserva tre ceppi di ulivi centenari, in
ricordo della secolare cultura degli ulivi nella zona e il monumento
lavico al sindaco Turi Samperi. Le fanno da cornice, i bei prospetti
liberty e barocchi delle palazzine prospicienti sulla via principale.